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Lettera dal Brasile Don Luigi Gibellini







Wagner, 21 luglio 2011
 
     Ciao a tutti,
anticipo la lettera di luglio perché ci sono diverse cose che voglio raccontarvi e che sono successe in questi primi giorni del mese. La prima cosa é che il giorno 3 luglio c'è stata l'ordinazione diaconale di due frati di Itaberaba; é stata una festa e le suore di Redenção  e di Wagner che sono andate  insieme a Don Riccardo hanno assaporato proprio un bel momento di allegria e di partecipazione da parte della gente. La liturgia ben preparata ha aggiunto una nota piú che mai positiva e anche il clima é stato un aiuto per celebrare meglio quell'evento. L'unica cosa che mi é sembrata negativa é che dopo questo momento nessuno di Itaberaba ha partecipato alla Missione diocesana, ma sembra che avessero fissato un momento della Congregazione nel sud del Brasile.
     Dopo questa ordinazione é cominciata la Missione diocesana nella parrocchia di Mairi, tenuta dai padri Verbiti che, giá da 25 anni, guidano quella comunitá. Siamo arrivati nella mattinata del giorno 4 e dopo il pranzo abbiamo ricevuto le varie destinazioni e le indicazioni sulle varie realtá della parrocchia e dei luoghi dove saremmo stati durante la settimana. Nelle Missioni, come sempre, scelgo di stare nella zona rurale, piú a contatto con la gente di campagna e con le realtá un pò piú lontane; sono sempre delle belle esperienze di incontri e di scoperte. Quest'anno sono capitato in una zona al confine della parrocchia, piú vicina ad un'altra, quella di Pintadas, sempre della nostra diocesi, dove si nota che la gente tende a frequentare di piú questa cittá che non Mairi, comune di provenienza. La realtá di questa zona é che tutte le famiglie sono proprietarie di terra, questo aiuta a essere piú autosufficienti e soprattutto ad avere una mentalitá piú aperta e con una coscienza piú sviluppata; ciò ricade anche a livello religioso, hanno un profondo senso della fede e delle responsabilitá per la comunitá. Ci sono, poi, anche i lati meno entusiasmanti, cioé la fuga dei giovani che non vogliono restare nella campagna ma vogliono guadagnare denaro con meno fatica e meno sacrifício e per questo si vede una forte migrazione verso il sud e verso le grandi cittá, fenomeno che accade in quasi tutta la Bahia. Insieme a questa comunitá che si chiama Barreto (nome del proprietario dell'azienda che comprende l'insieme della varie proprietá) c'erano anche due comunitá dove erano presenti altri missionari e dove sono andato a celebrare le messe durante la settimana; la prima era Sitio di Pedras e l'altra S. Lucia, dove, il sabato prima di tornare a Mairi, abbiamo celebrato la Messa di chiusura con tutte e 3 le comunitá. La settimana é trascorsa rapidamente, visitando le famiglie e ascoltando le persone nelle case, entrando a contatto con la quotidianitá della gente semplice e contadina ma forte nel senso religioso, a volte un pó mescolata con altre cose  ma con un sottofondo sano. C'era con me una signora di una certa etá di Itaberaba che mi ha seguito nelle visite in tutte le case nonostante, a volte, ci fosse da camminare perché, le case, sono distanti l'una dall'altra; alla sera poi ci si ritrovava nel salone comunitario per gli incontri sui vari temi, come la Decima (Dizimo), la catechesi, il matrimonio e il senso di comunitá;  momenti sempre partecipati e dinamici perché la gente aveva voglia di chiedere e di sentire spiegazioni sulle varie cose. Nell'ultimo giorno, dopo la Messa, c'è stato un momento con gli sposi, ed é stato veramente interessante primo perché, a differenza della nostra realtá, la maggioranza sono sposati in chiesa e poi perché il senso della famiglia é ben chiaro nonostante ci sia il problema dell'alcool per gli uomini. Direi che questa forma di Missione diocesana é molto positiva, perché riaccende un pò la voglia di ritrovare slancio per migliorare la vita nelle comunitá. 
     Sarebbe bello potere passare questa esperienza anche nella nostra diocesi di Reggio Emilia-Gustalla, per rinforzare e ridare animo alle comunitá e così avere la possibilitá di un momento forte di vita Cristiana; un pó come si faceva quando c'erano le Missioni Popolari come occasione di rivitalizzare e di svegliare le persone piú lontane e piú assopite.
     L'altra cosa che voglio raccontarvi é il cammino di preparazione alla festa del Patrono delle comunità di Wagner e Lajedinho, che entrambe hanno come patrona la Beata Vergine del Carmelo (Nossa Senhora do Carmo) ...sarà una coincidenza o un caso? Non so, ma pensando a Don Mario questo fatto non puó passare inosservato. Come gli altri anni, la prima parte del novenario coincide con la settimana della missione diocesana e per questo le parrocchie si organizzano per celebrare le liturgie, poi quando noi ritorniamo, nelle notti, si inizia a celebrare. I temi scelti quest'anno sono stati legati alla Campagna di Fratenità, cioé legati alla protezione della Natura e al preservare l'ambiente dove si vive, ma  nelle due comunità, le modalitá di come svolgere il cammino della novena é stato diverso. In Wagner si é pensato di dividere il novenario dando la responsabilitá alle varie comunitá della cittá (sono 7) di preparare le liturgie e animare i momenti della messa, con la loro fantasia e creativitá. Sono stati invitati alcuni preti della diocesi nelle varie serate, come Fr. Carlos di Itaberaba, padre Fernando di Bonito e padre Jeoval di Baixa Brande, sempre ben accolti e riveriti. Nella notte della festa, sabato sera, abbiamo fatto una processione nella cittá, uscendo da una cappella e arrivando alla chiesa parrocchiale e celebrando così la messa di chiusura dopo un momento di festa nel salone parrocchiale con dolce, salatini e bevande... In Lajedinho si é scelto di celebrare il novenario nelle strade della cittá, cioé uscire dalla chiesa per entrare nella vita delle famiglie e così tentare di coinvolgere anche quelli che molte volte vivono ai margini della fede e stimolando una maggior partecipazione. Direi che il risultato é stato buono, volti nuovi sono apparsi nelle varie celebrazioni e, nonostante il freddo e a volte la pioggia, la gente é rimasta fedele e ferma nell' impegno di partecipare. Il giorno della feste poi é stato preparato un pranzo comunitario, dove parecchie persone hanno partecipato e altre sono venute per prendere il cibo e sono tornate a casa. Messa Solenne e processione per le vie della cittá, con gli uomini e le donne che portavano la statua della Madonna e dei vari santi; tutto si é concluso in chiesa con la distribuzione del pane e dei ricordini della festa. Momento di ringraziamento per tutti quelli che hanno partecipato e collaborato perché la festa riuscisse bene.
     Direi che é tutto; ringraziamo una volta di più il Signore per tutto quello che ci dá e perché sempre possiamo migliorare nel nostro essere missionari del Vangelo.
     Spero che il cammino di tutti noi possa fortificarsi sempre più, la luce di Cristo possa rinnovarci e che nelle nostre comunità il desiderio di essere missionari possa aumentare sempre più. Essere cristiani è  essere missionari, le due cose non possono essere separate, tanto che nel documento di Aparecida si incontra questa sottolineatura: discepoli-missionari del Vangelo. In questo tempo di vacanza ognuno di voi riprenda forza e riscoprire la bellezza di essere persone che incontrando Gesù si impegnano nel campo dell'evangelizzazione nelle varie comunità dove ognuno vive e lavora.
Un abbraccio a tutti, atè logo, pe Luis.
Centro Missionario Lettere