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Lettera di Claudio dal Centrafrica







Il sabato dei ciechi
 
Questa storia può sembrare triste, e in parte lo è, ma vi invito a vedere ciò che di bello c'è anche per le persone che vivono particolari difficoltà. I ciechi hanno una vita difficile in tutto il mondo, e qui la proporzione tra la normalità e la condizione di cecità è mantenuta come ovunque, solo si parte da una situazione molto più povera, con un apparato statale che non riesce a provvedere ai più bisognosi.
È ormai un incontro tradizionale quello del sabato per i ciechi. Sanno che riceveranno qualcosa da mangiare, qualche soldo; ma soprattutto sanno che qualcuno dedicherà qualche momento di attenzione anche a loro. Essere ciechi in un paese dove mancano quasi totalmente le strutture assistenziali è davvero una vita dura.
 
Generalmente sono assistiti dalla loro famiglia, hanno il minimo per sopravvivere, ma per il resto sono lasciati a loro stessi. Arrivano accompagnati quasi sempre da bambini, percorrono fino a 20 chilometri per essere qui prima delle 9.00 di ogni sabato, e ne percorrono altrettanti per tornare al loro villaggio. A volte si radunano in piccoli gruppi, accomunati dalla stessa strada da percorrere, con un bambino che prende la mano del primo, e ognuno tiene l'estremità del bastone di chi segue nell'altra mano. Si dispongono ordinatamente sulle panchine e attendono. Parlano tra di loro. Se ne stanno lì, pazienti ad aspettare di avere qualcosa in più, e non qualcosa di superfluo.



Nell'attesa pregano e cantano, poi qualcuno di loro si alza e parla a tutti quanti, pregando ad alta voce o commentando un brano evangelico.
Molti sono ciechi per le conseguenze delle punture di un insetto che vive nelle acque dei fiumi di questa zona: abitano in villaggi costruiti non distanti da questi fiumiciattoli dalle acque insidiosamente trasparenti. Se si facesse prevenzione per tali infezioni agli occhi sarebbe possibile evitare la cecità a quasi tutta questa gente, ma questa diventerebbe tutta un'altra storia '


Invece sono qui, fino a cento persone, e attendono pazientemente. Viene dato loro un sacchetto di cibo, cereali, e una banconota da 500 fr. (meno di un euro). È una piccola cifra anche in questo paese; gli permetterà di pagare qualcuno che li aiuti a coltivare il loro campo, ed avere così cibo, o fare piccoli acquisti. È praticamente una delle poche entrate monetarie di cui possono disporre: è come se fosse la loro pensione di invalidità.

  
Ma non possono neanche pensare che sia loro garantita: fino a che ci sarà una missione qui, e fino a che ci saranno risorse e persone che faranno questo, avranno la loro piccola banconota, poi ' Si sa che gli africani convivono con l'incertezza, e i ciechi devono farlo ancora di più.
Ho aiutato a fare un piccolo censimento per avere l'elenco di chi viene e di chi riceve il denaro. Sono loro stessi felici di essere annotati su un foglio di carta: la loro esistenza è un poco più appariscente, la loro persona acquista più importanza. Lo avevano chiesto loro e sono felici di avere ottenuto questo: sono stati ascoltati. Anche queste piccole cose sono importanti, forse più del denaro ' anche se è difficile capirlo.
  
Ricevuto cibo e denaro se ne vanno, parlando fra di loro, con la loro piccola guida davanti, piano piano. Li rivedremo sabato prossimo, almeno quelli che riusciranno a venire.
Centro Missionario Lettere