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Lettera di Don Davide dall‘India (2)







Mussoorie, Uttarakhand, North India, 25 marzo 2011
Carissimi vi scrivo da questo bellissimo posto nel nord dell'India. La vista dalla mia camera rimane sempre una veduta sulla natura circostante anche quando non si vede l'Himalaya, come oggi, a causa delle nuvole sui monti. Ma la giornata è assolata e anche abbastanza calda e questo fa bene al corpo e allo spirito.
La scuola di Hindi procede bene, anche se richiede non solo di imparare e memorizzare ogni giorno circa una ventina di nuove parole, ma grammatica e tempi abbastanza elaborati. E' affascinante, anche se sull'aspetto del parlare credo che richiederà tempi più lunghi e esercizio.
La domenica di solito, su invito del parroco, vado a dire messa ad un convento di suore (Jesus and Mary convent) che gestiscono una grande scuola con 7 suore di cui almeno tre superano gli 80 anni. Simpatica comunità specialmente le suore più datate!! Ci vuole un'ora di cammino a piedi per arrivare e un dislivello di circa 500 metri. Il giovedì dopo la scuola vado all'altro convento (Missionarie Francescane del Santissimo Sacramento: quelle nate alla Badia di Bertinoro!), che gestiscono un'altra scuola. Circa 40 minuti di cammino e anche qua il dislivello è di circa 300 metri.  Ma camminare fa bene. E poi al giovedì mi fermo a giocare un'oretta con i bimbi della scuola anche per praticare un po' di hindi e poi dopo la messa torno a casa. Io spiego il gioco in inglese e poi me lo faccio dire da loro in Hindi... Qualche volta bisogna stare attenti ai traduttori 'traditori'. Ma loro si divertono e io anche.
Domenica scorsa era festa di Holi, la festa hindu piena di colori. Si lanciano polveri colorate e acqua colorata gli uni gli altri senza misura e senza età... Così le funzioni religiose il parroco le ha spostate al sabato pomeriggio per evitare spiacevoli incontri lungo la via e per celebrare con più calma. Ma anche al sabato i segnali della festa imminente si facevano vedere e sentire, persone colorate sulla strada e tamburi e fuochi che si preparavano nei crocevia. E' un po' come bruciare l'anno vecchio. Ma il mio cammino non ha incontrato problemi.
La domenica essendo libero da altri impegni sono andato alla Kellog's Memorial Church, antica chiesa protestante indipendente, la chiesa della scuola di Hindi e ho partecipato alla funzione domenicale. Essendo fuori di Mussoorie qui non c'erano i colori dell'Holi Festival. Circa 45 minuti di canti accompagnati da chitarra, basso, batteria, e tastiera\piano con i testi inglesi e hindi proiettati sulla parete. Molto belli i canti e buone le voci. Indiani e forestieri erano presenti. Poi preghiera per le necessità della comunità (ammalati, famiglie, ecc..) e del mondo (Giappone, Libia, India ecc..), letture dalla parola di Dio e commento del pastore in Hindi, coadiuvato da un altro pastore che quasi simultaneamente traduceva in inglese. Certo conoscere gli altri fa apprezzare più a fondo la propria Chiesa, pur con tutti i suoi limiti, ma fa anche rendere grazie di quella comunione attorno al Cristo e alla Parola di Dio che si può costruire e riconoscere. Alla fine il pastore che traduceva è venuto a salutarmi e a chiedermi da dove venivo. Gli ho parlato della Casa della Carità e di quello che si fa e gli ho detto che ero un prete cattolico, Fratello della Carità. E lui si è presentato: ex pastore anglicano, ex parroco della parrocchia anglicana che c'è a 500 metri da questa, 'chiamato da Dio' a servire i piccoli in scuole in cui lui va ad insegnare. Poi è arrivato anche il pastore protestante e di nuovo le presentazioni. Beh eravamo un terzetto proprio buffo... ma ho capito ancora una volta che il far parte della Casa della Carità mi permetteva di entrare in quella comunità con un lascia passare davvero speciale. E penso che lo sia sempre per tante altre dimensioni di questa terra indiana. In fondo la Casa della Carità non è il volto del potere di una chiesa, ma il volto di una testimonianza del Vangelo e di Gesù Cristo comprensibile per ogni cristiano (anche se non cattolico) e per ogni persona umana. Il pastore protestante poi ha chiesto di potere venire a trovarmi per parlare ancora.
I paesaggi sono sempre molto belli, l'aria è pura (non come a Mumbai) e la natura si sta aprendo alla primavera. Tutto sembra parlare dell'Annunciazione del Signore, il Verbo che si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi, per farci vivere questa nuova primavera dello Spirito. In  fondo questa festa è la prima vera Pentecoste dell'umanità.... e la Casa della Carità ce ne fa assaporare in tante maniere i frutti.
Don Davide
PS: Nota di cronaca locale: Oggi mentre tornavo a scuola incontro due signore che stavano parlando in italiano. E allora ho chiesto da dove venivano. Rivalta e San Martino in Rio (provincia di Reggio Emilia)!! Te lo immagini lo stupore. Erano qua in viaggio turistico in giro per l'India ma in questo posto un po' disperso non avrei mai immaginato di trovare due reggiane. E poi conoscevamo alcune persone comuni. Il mondo è proprio piccolo.
 
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