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Lettera di Don Davide dall‘India (1)







LETTERA  DI  DON  DAVIDE  DALL' INDIA
 
Landour Cantonment, Mussoorie, Dehradun, Uttarakhand, North India, 21 febbraio 2011
 
DAL NORD AL SUD, DA BABELE ALLA PENTECOSTE
Carissimi tutti,
18 febbraio 2011, in Versova (Mumbai) alla CdC celebriamo la Messa. Alla sera parte il treno per andare a studiare hindi. La prima lettura parla della torre di Babele e della confusione delle lingue. Neanche a farlo apposta siamo in tema. E il Signore doni il suo spirito perché le differenti lingue portino alla Pentecoste... il tempo pasquale è il tempo in cui tornerò dal Nord al Sud in Kerala per l'apertura della seconda Casa della Carità in quel versante... la Carità, la nuova lingua comprensibile per tutti.
Sul treno due finestrini che non chiudono bene rendono difficile scaldare l'aria soprattutto nella notte. Uno è proprio sulla mia testa, l'altro è proprio di fronte... la corrente e il ricambio d'aria è assicurato, ma la campagna indiana è molto più fredda in questa stagione rispetto alla città di Mumbai.
I paesaggi lungo il viaggio sono spettacolari: si vede uno spaccato di India, anche aiutati dal chiarore di luna piena che lascia intravedere le paludi del Gujarat, e le ampie distese della campagna, e in pieno giorno il sole rende ancora più dure le estensioni aride e desertiche del Rajastan, senza la possibilità di vedere una sola casa fino a un indefinito orizzonte davvero lontano... Poi inizia il verde della campagna dell'Uttar Pradesh molto simile in certi passaggi alla pianura padana, fino ad arrivare alla periferia di Delhi. Una grande stazione, caotica ma per niente particolare, anzi sembra fin trascurata.
-bidi-font-size: 11.0pt">Poi i paesaggi mutano ancora con l'ingresso in Uttarakhand ove si evidenzia un'ampia corona di monti che via via si innalzano tutto intorno. Uno spettacolo che ricorda vagamente l'ingresso in Trentino nella grande vallata di Trento. Boschi segnati da daini e altri animali comprese scimmie. Il percorso nella vegetazione sembra passare in mezzo a zone di giungla. Poi l'arrivo a Dehradun, nel nuovo stato dell'Uttarakhand (ritagliato a nord dell'Uttar Pradesh). Lungo il percorso cambiano volti, vestiti, e espressioni... un insieme di colori che difficilmente si dimenticano. Dopo un viaggio di ben 40 ore di treno da Mumbai a Dehradun, dopo due notti in treno e due giorni e dopo molti tornanti in taxi, giungiamo a Landour Cantonment, in una piccola casetta privata, con un freddo polare, senza riscaldamento, ma con bagno e scaldabagno (che forse non funziona, o almeno così sembra finora) ad un'altitudine di circa 2.500 metri. Il buio non permetteva di vedere niente ieri sera. Mi ero ripromesso di mostrare la catena dell'Himalaya a Shamolo (nostro fedele aiutante che da Mumbai mi ha accompagnato fin qua) prima che ripartisse: vedremo domani, pensavo tra me.
Infine stamani al risveglio, al freddo e al gelo, sbucando con la testa dalla trapunta offerta dalla casa, si scorge dalla finestra lo spettacolo radioso e luminoso della catena dell'Himalaya molto lontano ma molto bello.
idi-font-size: 11.0pt">Qualche traccia di neve attorno alla casa e scimmie sui tetti che attendono che qualcuno offra loro qualcosa. Landour Language School è a poca distanza, ma da dove siamo noi lo spettacolo è più generale. Alcune pratiche per la polizia locale e poi la scuola comincia in mezzo ad un turbinio di lettere ostiche da pronunciare. Grazie a Dio affiora qualcosa di quello che gli ospiti di Shanti Niwas mi hanno insegnato in questo tempo. E così si parte.
Pregate, perché possa diventare comprensibile a tutti la lingua della Casa della Carità e parlando Hindi, o Marathi, o Malayalam, o English, o ogni altra lingua si possa essere capiti da tutti e compresi.
Fr. Davide
 
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